Spesso le imprese scoprono di essere utilizzate 'di nascosto'. Il dato allarmante, sottolinea il rapporto, è che il 97% degli utenti non sa riconoscere un sito web pericoloso da uno sicuro
Roma, 12 set. (Ign) - Chi distribuisce adware e spyware abusa dei programmi di marketing di affiliazione di aziende legittime, oltre a utilizzare imprese e siti web di copertura per raggiungere utenti ignari e intermediari. E' quanto emerge da una ricerca effettuata da McAfee e resa nota in questi giorni. Secondo la celebre compagnia dedita alla sicurezza, uno degli eventi più significativi è il fatto che siti on line legittimi si scoprono legati a noti distributori di spyware. I programmi si installano sulla macchina dell’utente, spesso come compensazione in cambio di un software 'gratuito', e vengono utilizzati per raccogliere dati di marketing e distribuire pubblicità mirate.
Tra i risultati contenuti nel documento, emerge che i divi attraggono più del sesso. Secondo McAfee SiteAdvisor, infatti, i più prolifici 'distributori' di adware sono i siti web di divi e celebrità e non, come comunemente si pensa, i siti web per adulti o con contenuti pornografici. Un dato preoccupante, inoltre, è che la prevalenza di adware e spyware sta aumentando a un tasso esponenziale. A maggio 2006, esistevano oltre 700 famiglie di adware con oltre 6.000 varianti. E non va dimenticato che il modello di business dell’adware è a scopo di lucro. Una recente accusa criminale ha presunto che Jeanson James Ancheta, un bot-herder (padrone di botnet) condannato, abbia ricevuto 150 dollari per ciascuno dei 1.000 computer infettati.
In passato McAfee ha condotto un'altra indagine, che metteva in guardia: il 97% degli utenti internet potrebbe non riconoscere i siti sicuri da quelli che non lo sono. Il che si traduce in un inequivocabile dato: la maggior parte degli utenti sono a rischio dei cosiddetti PUP o programmi indesiderati.
Fonte IGN